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Vestire Biologico: abbigliamento naturale e sano

vestire biologico

Mangiare sano fa bene: così come i prodotti sani e naturali ci aiutano a stare e vivere meglio, anche quello che indossiamo può influire sulla nostra salute. Vestire biologico, infatti, significa indossare capi d’abbigliamento realizzati con tessuti di origine naturale e biologica, lavorati senza utilizzo di sostanze pericolose e nocive.

L’industria tessile tradizionale utilizza spesso sostanze chimiche altamente tossiche e pericolose sia per la nostra salute che per i propri lavoratori. Questo vuol dire che, utilizzando questi capi d’abbigliamento, la nostra pelle è ogni giorno a contatto con sostanze nocive, tossiche e cancerogene che vengono assorbite dal nostro corpo. Il risultato di questa lenta e costante intossicazione è l’insorgere di dermatiti (anche gravi) e altre malattie e patologie della pelle.

Cotone, canapa, bamboo e lana biologica sono tessuti buoni per l’ambiente e la nostra pelle, oltre che per i lavoratori che li producono, che non vengono esposti a sostanze nocive nei processi di creazione e colorazione dei tessuti.

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Sostanze chimiche vietate nell’Unione Europea

È vero che le sostanze più nocive sono vietate da leggi apposite nell’UE, ma nonostante ciò, molti capi venduti anche in Italia non rispettano queste normative e gli acquirenti non sono del tutto tutelati.

Gli abiti sono da considerarsi nocivi per la nostra pelle, o addirittura vestiti tossici quando:

  • Il ph del tessuto è superiore al limite consentito dalle normative
  • vi è una presenza di metalli pesanti come cromo, nichel, cadmio, piombo e altri
  • Sono stati utilizzati coloranti allergenici o ammine aromatiche
  • Presenza di formaldeide, una sostanza particolarmente nociva, utilizzata come disinfettante.

Come fanno questi capi ad arrivare anche in Italia?

I motivi sono vari, ma principalmente il fatto che si possono trovare anche nei nostri negozi è dovuto all’impossibilità di controllare ogni singolo vestito o lotto che viene importato nel nostro paese. I controlli non sono così severi, le etichette sono poco chiare e la legislazione Europea è ancora molto limitata, permissiva e incompleta per quanto riguarda l’utilizzo di sostanze pericolose, tossiche e nocive nel settore dell’abbigliamento.

Rispetto dell’ambiente

Vestire biologico significa anche rispettare l’ambiente e indossare capi che sono stati creati completamente in rispetto della natura, senza inquinare.

La produzione capi d’abbigliamento dalla grande industria tessile, infatti, produce un grande inquinamento, già dalla fese di coltivazione della materia prima, fino alla lavorazione dei tessuti e assembramento dei capi. Questo perché vengono utilizzate tante sostanze chimiche che sono altamente inquinanti, un utilizzo che spesso diventa abuso per questione di costi ed economicità di tali sostanze. L’industria tessile è tra le industrie più inquinanti al mondo:

Nella fase di ottenimento della materia prima, come il cotone, si ricorre ad un’agricoltura intensiva, concimi artificiali e pesticidi che sono molto inquinanti ed hanno un forte impatto nocivo sulla terra, aria e materia stessa.

Nella fase di lavorazione e tessitura, invece, si ricorre all’utilizzo di sbiancanti, coloranti e igenizzanti spesso tossici per colorare e ottenere il prodotto finale.

I capi che indossate nella quotidianità sono pieni di queste sostanze nocive, che penetrano nella vostra pelle e possono portare reazioni allergiche, irritazioni cutanee, pruriti e persino gravi malattie dermatologiche.

In uno scenario come questo, potete capire come mai il vestire biologico sta prendendo sempre più piede: la salute è un tema che molto a cuore alle persone e stiamo scoprendo come, non solo ciò che mangiamo, ma anche ciò che indossiamo può avere conseguenze positive o negative sulla nostra.

Marche verificati

Sono molti le marche d’abbigliamento che vi garantiscono il rispetto dei processi di lavorazione e cultura che definiscono prodotto finale come capo d’abbigliamento biologico. In più molti di questi sono anche promotori del fair trade, ovvero propongono oltre che bio, abbigliamento equosolidale.

Acquistando i loro prodotti sapete che state indossando un indumento sano:

– costituito da fibre vegetali o animali coltivate in maniera naturale o biologica,
– Prodotto nel rispetto dell’ambiente, ovvero colorato e trattato solamente con prodotti di natura vegetale o minerale
– Che tutela i diritte ed è contro lo sfruttamento dei lavoratori, pagando loro un giusto compenso.

Materie prime biologiche e naturali

Quali sono le materi prime utilizzate per produrre abbigliamento biologico?

Le più popolari di origine vegatale sono il cotone, la canapa ed il bamboo, coltivate nel rispetto dell’ambiente. Queste provengono da coltivazioni ecologiche ed ecoresponsabili, senza l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti inquinanti. Il cotone, è molto morbido sulla pelle, il bambù traspirante, mentre la canapa è molto resistente ha forti caratteristiche anallergiche.

Quelle di origine animale, invece, sono lana e seta. Gli indumenti composti da lane e seta sono molto soffici e delicati sulla pelle. La lana, in particolare è molto calda e perfetta per l’inverno, grazie alla sua alta capacità di trattenere il calore, ma allo tempo traspirante. Per questo, la lana vergine merino è molto utilizzata per intimo biologico.

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